|
Tutto
iniziò dall’idea del nostro Direttore di fare un murale per la nostra scuola.
Insieme a lui il pittore Addis Pugliese fece molte visite nella scuola per
decidere con noi l’aspetto del murale. Con
il passare dei giorni abbiamo deciso tutti insieme “L’anima del nostro
territorio”… Addis
ci ha detto che, quando inizia a dipingere, il primo passo è l’osservazione,
poi un’immagine si fissa nella memoria: “Niente è uguale, c’è sempre qualcosa
che muta… il territorio pontino mi affascina, per questo ho scelto Fogliano”. Marco, 5 B |
|
Abbiamo
assistito alla preparazione del muro dove sarebbe nato il murale. 1°
osservazione del murale (10.03. 04) Incontro-
intervista con Addis (19.03.04) 2°
osservazione del murale (25.03.04) 3°
osservazione del murale (05.04.04) |
|
|
|
Abbiamo
seguito l’evoluzione dell’opera annotando: -il
disegno iniziale -il
colore e i cambi di colore -le
sfumature -la
prospettiva -l’aggiunta
di elementi nuovi -la profondità aerea data dal colore |
|
Martina
D: “Ai primi di marzo il pittore ha
cominciato a disegnare i primi schizzi con una matita fina marrone… |
|
|
…verso fine marzo ha
incominciato a provare qualche colore per programmare il dipinto…” |
|
|
Pian
piano il murale ha cominciato a prendere forma e via via Addis apportava
modifiche che noi abbiamo osservato e sulle quali abbiamo riflettuto… |
|
|
|
·
il sole è più pallido… ·
in alcuni punti il cielo è più azzurro… ·
ha aggiunto i gabbiani bianchi… ·
ha ritoccato le sponde del lago aggiungendo
colore… ·
ci sono delle macchie bianche tra i cespugli… |
|
·
il bambino che ha in braccio la donna è più
visibile… ·
la
donna ha in mano un panno o uno straccio… ·
i
volti delle due persone sono più delineati… |
|
IL MURO CHE
VIVE di Serena, 5 A Un giorno
Qualcosa abbagliò i miei occhi. Era lì Che brillava. Io sentivo il movimento apparente Dei bufali. |
|
|
Il vento muoveva nel cielo, le nuvole. Una luce illuminava La via della pianura. |
Che brillava. Il murale della nostra
scuola. |
|
VEDO RIFLESSO IL CIRCEO di Andrea 5 A Vedo riflesso il Circeo su uno splendido mare. Gli alberi forme regolari. |
|
|
I gabbiani simboli di libertà. Le nuvole aquiloni del cielo. |
I cespugli arcobaleni in fila. E il sole riscalda il mare! |
|
MENTRE IL PITTORE DIPINGE SENTO CHE… Luci che abbagliano il cielo, uccelli bianchi che volano e sorvolano la piana. I bufali che mangiano in quella grandissima piana di grano. Gli agricoltori, sempre lì, con quella faccia oscura, piena di sudore e fatica. |
|
|
All’orizzonte, uno spettacolo bellissimo, sembra che la natura si stia risvegliando, è piena di colori e allegria. Il Monte Circeo Di un colore freddo, blu, con il mare intorno guarda il mare verde acqua, riscaldato dai raggi del sole. |
|
|
Disegno di Beatrice 5 A |
Alberi alti, quasi una foresta, piena di colori e linee imprecise. Questo cielo cobalto, sembra non finisca più. |
|
LE DONNE DELLA BONIFICA di Massimiliano 5 B Grandi lavoratrici Con i loro lunghi silenzi Con gli occhi tristi Senza mai sorridere |
|
|
Con il viso stanco Con le mani rovinate Dal grande lavoro Solo guardandole |
Si può capire Quanto sia stato faticoso Il loro lavoro quel tempo. |
DONNE di Anna 5 B Lavoratrici nel fango Con una barchetta Che vi trasporta, Sperdute nella palude |
|
|
Disegno di Elisabetta 5
A |
Attaccate dalla malaria. Tutto per bonificare Questo territorio Dove ora io vivo,Questa terra piana Che prima non c’era. Sono felice di vivere Su un terreno fertile… |
|
Ad
Amburgo, nel 1896, ebbe modo di conoscere il professore Angelo Celli che
l’aiutò a trovare una occupazione presso il
locale ospedale. Dall’incontro nacque, tra la giovane donna e il
maturo scienziato, una tenera amicizia che si trasformò in un sentimento più
profondo e nel matrimonio nel 1899. Anna e Angelo si trasferirono a Roma,
dove lei cominciò a lavorare presso l’ospedale S. Spirito, con medici e
ricercatori impegnati negli studi sulla malaria. |
|
|
Per
facilitare l’azione igienico–sanitaria nell’Agro, intrapresa da Celli con il
contributo della Croce Rossa e ostacolata non solo dalla impraticabilità del
territorio e dai proprietari terrieri, ma anche dalla diffidenza e dalla
arretratezza della stessa popolazione agricola, si rese necessario affrontare
il grave problema dell’analfabetismo. Anna si assunse il compito non facile
di fornire ai contadini i primi rudimenti del sapere.Con l’aiuto della
Sezione romana dell’Unione Femminile Nazionale, di cui era socia insieme a
Sibilla Aleramo e ad altre donne, nel 1904 creò i primi corsi festivi di
alfabetizzazione per i contadini dell’Agro. Nel 1907 si costituì il Comitato
delle Scuole per i Contadini, e da quel momento le scuole si svilupparono
nell’Agro Romano e nell’Agro Pontino. Tra maestri e medici si stabilì una
stretta alleanza, che fu determinante per la salvezza fisica e morale delle
popolazioni agricole e per il progresso economico e civile di tutto il
territorio. Nel 1913 il Ministero
della Pubblica Istruzione conferì ad
Anna la medaglia d’oro. Anna Fraentzel Celli,
nonostante l’intenso impegno professionale, dopo la |
|
|
|
morte
del marito (1914), portò a termine il riordino e il completamento del vasto
materiale che Angelo aveva raccolto sulla storia della malaria, curandone la
pubblicazione; inoltre scrisse saggi e articoli e tenne conferenze sullo
stesso tema. Trascorse gli ultimi anni della sua vita presso un pensionato
religioso di Roma, dove morì quasi in solitudine nel 1958. |
|
Michael 5 B |
|
|
Per molto tempo
i ragazzi della Scuola Elementare di Piazza Moro hanno cercato un nome alla
loro scuola: finalmente l’hanno trovato, è “Anna Fraentzel Celli” ð La cerimonia di
intitolazione si è tenuta il 24 maggio proprio nella nostra scuola. Tra gi
moltissimi ospiti c’erano il Sindaco Vincenzo Zaccheo e l’assessore
all’istruzione Patrizia Fanti. |
|
|
|
Nella prima
parte della cerimonia noi delle classi 5 A e B abbiamo letto della vita e le
opere di Anna accompagnati dall’arpa suonata da due allieve del Conservatorio
“Ottorino Respighi” di Latina. |
|
Nella seconda
parte è stato scoperto il murale ð del pittore pontino Addis Pugliese e abbiamo
ascoltato brevi discorsi dal Sindaco, dal Direttore e da Addis. |
|
|
|
Infine gli
ospiti sono stati invitati a spostarsi nel laboratorio di informatica nel
quale è stato proiettato il CD multimediale che illustra il nostro percorso
come “Testimoni d’Arte”. |