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UN
IN CONTINUITÀ |
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Il progetto nasce dall’esigenza di creare occasioni di
continuità: un ponte tra i bambini di quinta e dell’ultimo anno di scuola
dell’infanzia. Da qui l’idea: un racconto… ogni incontro è un racconto, uno
sguardo, un pensiero, un movimento. |
Tutto sarà incentrato sull’ascolto e il parlato, su
lettura e scrittura e troverà nella Piazza quel gancio motivazionale di
apertura all’immaginario per cui pensare e scrivere avrà più senso perché
sarà più funzionale a un incontro. |
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PRESENTAZIONE Noi siamo gli alunni delle quinte A-B della Scuola
Primaria “A. F. Celli” e
scriveremo per dei bambini piccoli che hanno molta fantasia e amano sentirsi raccontare
delle storie. Scriveremo della Piazza, degli animali, dei commercianti, in
Italiano e in Inglese. Dai piccoli ci aspettiamo che esprimano con forme e
colori ciò che racconteremo loro, così, sul PONTE, ci saremo incontrati e
donati un po’ delle nostre identità. |
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PANORAMICA
foto |
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La
Piazza vista dalla scalinata |
La
Scuola |
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La
Pinetina |
La
Scalinata |
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e Negozi |
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PA
NORAMICA disegni |
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strada |
scuola |
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ABITAZIONI
e
NEGOZI
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macelleria,
tabaccheria, panetteria |
forniture per
dentisti |
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bar, articoli
per ufficio |
centro di
bellezza, pasticceria |
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AMBIENTI INTERNI
AL PARCO |
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Parco
giochi |
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Pinetina |
Scalinata |
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UNA
GATTA SPECIALE
Muffetta è una gatta che vive nell’ambulatorio
veterinario di Piazza Aldo Moro. Ha il pelo
lungo e folto di colore grigio muffa (da questo il suo nome). I suoi occhi sono vispi e gialli, le orecchie sono
pelose e dritte, il suo naso a patata e rosa; i denti affilati come una
tigre, la coda pelosa e curva, i baffi dritti e lunghi che si Essa è giocherellona e si fa toccare raramente. Muffetta ha circa tre anni ma li
porta bene; lei è sempre affamata per questo mangia tanto: pesce, croccantini e carne per gatti. Delle volte esce a divertirsi con gli altri gatti.
E’molto felice di stare con la veterinaria nel suo studio e con gli altri
gatti della piazza.
Di solito i cani e i gatti non vanno d’accordo ma
per questa gatta è un eccezione, anzi la maggior parte delle volte gioca con
il cane. Anche se ha una zampa rotta è molto tenera e
affettuosa per questo fare amicizia non è un problema! Giocano insieme e
rotolano sull’erba. Il giorno della bufera Muffetta
era molto spaventata. La veterinaria era andata al supermercato perché
aveva finito il cibo. Muffetta si mise a giocare con il
gomitolo.
Improvvisamente un tuono scosse il cielo cupo e
nero, Muffetta saltò sul davanzale della finestra e
vide che la veterinaria stava
tornando, ma la macchina era andata
dentro una buca formata dalla pioggia. La veterinaria rimase bloccata e con una ruota
bucata restò lì per tutta la bufera. Alla fine la veterinaria tornò nell’ambulatorio e
coccolò Muffetta per tutta la serata per quanto era
spaventata. |
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Generalmente alla fine di Settembre gli abitanti
di questo quartiere fanno una bella festicciola. La sera, quando la festa è iniziata, la piazza è piena di persone e ci sono tante bancarelle e due giostre: lo scivolo di gomma e una gabbia con le palline.
I tecnici vengono a montare le luci per illuminare la piazza. Le bancarelle vendono: i vestiti, gli animali, i
bracciali, i gioielli, le noccioline calde e le caramelle. Sul tardi cantano le band, che fanno il giro della piazza e la gente si diverte ballando al ritmo della musica festosa.
Questa festa è per il quartiere motivo di gioia. La gente chiacchiera, si diverte e gira divertita
tra le bancarelle. Anche voi bambini la conoscerete di sicuro, perché
quasi tutti abitate da queste parti. Ė per questo che certamente di vista ci
conoscete già. Oggi è l’occasione giusta per presentarci. |
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UN
….TROPPO
DIVERTENTE Cinque
amici di nome : Gimmy, Matteo, Giulia, Selene e
Daniel decisero di trascorrere hollooween in piazza
Aldo Moro.
Gimmy
si era travestito da scheletro, aveva ragnatele finte fatte con la
bomboletta, Matteo da zombie e aveva delle colature di sangue fatte con il
trucco; Giulia da strega, con un cappello nero a punta, un vestito blu e una
scopa in mano. Selene,
anche lei vestita da strega, aveva una bacchetta in mano; con Daniel il
fantasma, facevano una coppia spaventosa. La
notte di hollooween si sa che i ragazzi suonano
alle case e vengono dati loro dolci e caramelle. Andarono
prima dal fruttivendolo che non regalò niente, dal tabaccaio ebbero una busta
di patatine e una manciata di cioccolatini a testa.
Suonarono
anche ai campanelli delle case nei dintorni e in una di quelle si
spaventarono a morte perché aprì la porta
uno scheletro finto che comparve davanti a loro improvvisamente. I
ragazzi corsero subito via e si sedettero su una panchina. Gimmy disse: -Che
spavento! Riposiamoci un po’
Allora
i tre amici incominciarono a cercarle fino a che le videro che erano
tranquille e che morivano dalle risate e Selene disse:-Vi siete messi paura!- Gimmy,
Matteo e Daniel risposero:-Solo poco !!Noo!!-:. Daniel
rispose :-Io…Non ho av…..avuto pa…pa..paura!-:. Dopo
un po’ ripresero il cammino per andare in pizzeria perchè avevano fame. Dopo
la pizzeria ripresero a fare gli scherzi tutta la notte. Che
divertimento però……!!!. |
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IL
PARLANTE Nella nostra piazza “Aldo Moro ’’c’è una favolosa
macelleria: Pietrosanti, dove cucinano della
porchetta squisita.
Il macellaio che vi lavora
è molto simpatico e gioviale. Ha un fisico robusto ed è
vestito quasi sempre con un pantalone di tuta di colore blu e una camicia a
righe. Il negozio invece è piccolo ma abbastanza attrezzato: c’è una panchina di legno di colore scuro ed è intagliata con dei disegni molto carini, poi c’è il bancone della carne che è sempre pieno, un mobiletto con sopra la cassa e sotto del vino.
Fuori dal negozio c’è una
tenda arancione di plastica che si usa quando c’è tanto sole. Un giorno un ragazzo voleva
acquistare della porchetta e quando il signor Pietrosanti
andò a tagliare il maiale disse: -No, no non mi tagliare, ho
paura mi farai male molto male.
Il macellaio stupito chiamò
subito i suoi amici per avvertirli del maiale parlante. Dopo chiamò l’allevatore da
cui aveva comprato quel maialino e gli raccontò tutta la storia. L’allevatore
rispose:-Lo sapevo che il maiale parlava ma lo lasci, farà divertire i
bambini. Così fu. |
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UN NELLA NOSTRA SCUOLA Nella classe 5^ B all’ultima
ora, l’altro giorno c’era la maestra M. Giovanna che stava Mentre
ascoltavamo la maestra, Andrea, un nostro compagno, ha visto un topone vicino alla porta finestra.
La
maestra M. Giovanna si è spaventata, ha
chiamato la maestra Elisabetta che stava facendo lezione, e la bidella
Antonella che sono corse a vedere, ma il topo se n’era già andato. Aveva il muso nero, dei
denti lunghi e affilati, occhi vispi, orecchie dritte e a punta, il pelo
grigio e sporco, le zampette piccole e agili e saltellavano di qua e di là in
modo La sua coda era lunga, spessa e segmentata. Con il troppo rumore, è
scappato sul davanzale, ha scavalcato il muretto e non ha lasciato la minima
traccia da seguire. La maestra , spaventata, ha
cominciato ad ordinare a tutti noi di chiudere le porte e le finestre. Quando
tutto è tornato alla normalità abbiamo pensato che il topo poteva essere il
protagonista di una nostra storia. |
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Presentazione Ciao a tutti, noi siamo le classi 5^A e 5^B
della scuola elementare di Piazza Aldo Moro e siamo venuti a giocare con l’inglese. Con voi giocheremo a: |
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THE COLOUR WITCH |
COLOUR MEMORY |
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e vi insegneremo la filastrocca “ THE FARMER
IN THE DELL” Abbiamo scelto il tema dei
colori perché sono intorno a noi, i giochi filastrocca perché sono molto semplici. Abbiamo preparato, come
materiali, le carte dei colori e le carte dei personaggi della filastrocca |
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PREPARIAMO
LE FLASHCARDS PER PRESENTARE I COLORI |
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THE COLOUR
FLASHCARDS |
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“COLOUR
MEMORY” |
A “color
memory” si gioca in questo modo: abbiamo tante
carte di vari colori attaccate su una parete dell’aula. Insegneremo ai
bambini i nomi dei colori in inglese. Noi faremo chiudere loro
gli occhi e staccheremo un colore dal muro. Loro apriranno gli occhi e ci dovranno dire il nome
in inglese del colore che manca. |
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“THE
COLOUR WITCH” Prima di giocare a “The color witch”, mostriamo ai bambini della scuola
dell’infanzia le diverse carte dei colori dicendo il loro nome in inglese. Il
gioco consiste nel trovare il colore nominato dalla strega (the
witch) nel minor tempo possibile. Una
bambina è la strega e di volta in volta nomina un colore: “Touch… green!” Tutti i bambini cercano un oggetto che
abbia il colore verde e corrono a toccarlo. Vince chi è più veloce. |
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In questo gioco c’è una streghetta che vi farà vedere e imparare i colori in inglese . Una volta che li avrete imparati la “WITCH” (STREGA) inizierà a dire dei colori che voi dovrete toccare nella stanza. Ricordate che i colori, saranno detti in inglese, quindi fate molta attenzione. La strega ad esempio dirà
“color, color …red ” e voi bambini dovrete toccare
qualche cosa del colore rosso, vince chi lo tocca per primo. |
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“THE FARMER IN THE
DELL” Abbiamo scelto la
filastrocca “The farmer in the dell”
perché è facile da cantare e da
interpretare. I personaggi sono: Farmer (il contadino), Wife (la
moglie), Child (il bambino), Nurse (la babysitter),
Dog (il cane), Cat (il gatto), Ratt
(il ratto) and Cheese (il formaggio). Al collo abbiamo delle
immagini con raffigurati i personaggi della storia . Tutti si presentano e si
incomincia a cantare. Mentre cantiamo formiamo un
girotondo e tutti i bambini sono
invitati a cantare la filastrocca. |
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THE FARMER IN THE DELL |
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The farmer in the
dell The farmer in
the dell |
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Heigh oh the derry oh The farmer in the dell |
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The farmer takes the
wife
The farmer takes the wife |
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Heigh oh the derry oh
The farmer takes the wife |
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The wife takes the
child
The wife takes the child |
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Heigh oh the derry
oh
The wife takes the child |
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The child takes the
nurse
The child takes the nurse |
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Heigh oh the derry oh
The child takes the nurse |
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The nurse takes the
dog
The nurse
takes the dog |
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Heigh
oh the derry oh |
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The
dog takes the cat |
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Heigh oh the derry oh
The dog takes
the cat |
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The
cat takes the ratt The cat takes
the ratt |
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Heigh oh the derry
oh
The cat takes
the ratt |
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The ratt takes the
cheese
The ratt takes
the cheese |
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Heigh oh the derry oh
The ratt takes
the cheese |
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The cheese stands
alone
The cheese stands alone |
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Heigh oh the derry
oh
The cheese stands alone |
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Torna su
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AMBIENTI DELLA SCUOLA
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ENTRIAMO NELL A SCUOLA
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LE
NOSTRE AULE
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AULA DI
INGLESE
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AULA POLIFUNZIONALE
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AULA
DI INFORMATICA
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MENSA
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TERRAZZI E
GIARDINO
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CORRIDOIO E
ATRIO
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UNA
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La mia scuola è speciale; fuori
ha una recinzione rossa, con le mura rosse, dietro c’è un enorme giardino con
molti alberi che fanno ombra dove tutti noi ogni giorno a ricreazione usciamo
a giocare con tutti gli altri compagni un po’ più piccoli di noi.
Appena
entri ci sono delle scale che vanno giù e altre che vanno al piano superiore. Al primo piano ci sono: l’aula di inglese, a destra i bagni, e le aule delle seconde, invece a sinistra ci sono le terze. Al primo piano, a destra c’è un enorme atrio dove di solito
si fanno le recite, c’è il A
sinistra c’è una cattedra dove ci sono i bidelli poi ci sono i bagni, c’è la
sala multimediale che contiene cinque computer, un grande televisore ed un
videoregistratore dove il pomeriggio le insegnanti ci portano a vedere le
videocassette. |
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5^ A La nostra aula è al pianoterra della scuola.
E’ un’aula molto spaziosa, il soffitto è bianco con quattro plafoniere, il
pavimento è beige con dei minuscoli puntini grigi.
Lungo la parete della porta c’è un
armadietto di metallo dove deponiamo:colori, acquerelli, barattoli di vernice
colorata e i cartelloni. C’è
anche un altro armadietto di legno dove mettiamo i libri e i quaderni. Nella
parete di destra ci sono dei cartelloni con due lavagne nere a quadretti e la
cattedra delle maestre. Nella parete di fronte ci sono quattro
finestre e una porta finestra, con
delle tende che ci riparano dal sole. 5^ B La
nostra aula è al piano terra della scuola. Non è molto spaziosa ma per noi è
la migliore.
Lungo
le pareti c’è un armadio marrone e uno scaffale grigio dove teniamo:
quaderni, libri e cartelline di educazione all’immagine. Sulle
pareti ci sono molti cartelloni che abbiamo fatto noi. Ci
sono 17 banchi messi in fila indiana uno ad uno; e di fronte c’è la cattedra
e la lavagna. C’è
un appendi panni dove la mattina le insegnanti appendono i cappotti o le
giacche. |
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L’aula di inglese si trova al piano superiore, è quadrata e spaziosa. Le mattonelle
del pavimento sono grigie con dei piccoli puntini neri, il soffitto è bianco
con quattro lampade rettangolari. Attaccati alle
pareti ci sono tanti cartelloni grandissimi
con delle immagini interessanti
relative all’ inglese, ci sono due piccole librerie con tanti libri
e videocassette che usiamo quando facciamo lezione. In quella
classe fa molto caldo perché ci batte il sole. |
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. Di solito noi vi facciamo
le prove delle recite e i canti. La stanza è quasi sempre vuota e ha qualche
cartellone. Appena si entra si vedono
delle finestre che sono così pulite
che gli uccelli ci sbattono Le lampade sono al neon, i
pavimenti sono a piastrelle scivolose arancione. Le pareti sono ruvide e
gialle da qualche anno, il soffitto è
screpolato e di color bianco. Ci sono dei mobili e una
cattedra a destra. |
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La nostra scuola
ha un piccolo giardino, ma non ci si può andare perché c’è poco spazio e molti alberi.
In questo giardino ci sono molti alberi, vicino ci sono delle scalinate e
dall’altra parte c’è una discesa che porta alla scuola materna. |
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Il nostro atrio è molto grande e si trova al piano terra.
Una parte è
occupata da due porte finestra e da delle gigantesche vetrate. Di fronte alle
vetrate c’è un lunghissimo corridoio e le classi quarte . Le mura sono bianche
e il pavimento è verde. Guardando in
alto c’è la facciata del piano di sopra e delle colonne che la reggono . Alcune
volte le classi si esercitano nell’atrio con recite, canti e movimento. |
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A destra in fondo c’è una
vetrata e a sinistra ci sono le classi quinta A e le quarte “A e B e a destra c’è
l’atrio, il bagno delle insegnanti
e la quinta B. A sinistra in fondo c’è la
mensa e dei banchi, a sinistra c’è la sala multimediale e lo stanzino delle
bidelle dove c’è anche la fotocopiatrice.
Le mattonelle sono grigio chiaro nel corridoio e nelle classi,
mentre sono blu nei bagni e nello stanzino delle bidelle. Le pareti sono
bianche e ci sono appesi cartelloni e quadri. |
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La nostra mensa si trova al piano terra della
scuola. Non è molto larga
e neanche molto spaziosa, ma è luminosa perché ha grandi finestre.
Il pavimento ha
delle grosse mattonelle color panna con dei minuscoli puntini neri. Sul soffitto
bianco ci sono appese grandi plafoniere che illuminano la stanza. Nella mensa ci
sono due file di banchi e uno singolo vicino alla parete dove mangiano le
maestre. Quando siamo
tutti riuniti nella mensa apriamo gli zaini dove c’è il pranzo portato da
casa e sentiamo un buon profumino. Mentre mangiamo
si crea una grande confusione perché ognuno parla con i compagni |
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I BAMBINI DELLA SEZ. D-SCUOLA DELL’INFANZIA “Via Aurunci” INVIANO UNA LETTERA AI COMPAGNI “GRANDI” DELLA SCUOLA PRIMARIA… |
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…VANNO IN PIAZZA PER OSSERVARE L’AMBIENTE E LA SCUOLA ELEMENTARE CHE SI TROVA PROPRIO LÌ DI FRONTE, PRIMA CHE AVVENGA
IL GRANDE INCONTRO… |
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…OSSERVANO, DISEGNANO… |
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DOPO QUALCHE GIORNO… |
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…RIELABORANO VERBALMENTE E GRAFICAMENTE IL RACCONTO “UNA GATTA SPECIALE”… |
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…e GIOCANO CON LE RIME |
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Il
fantasma spaventoso è
spiritoso |
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Il
fantasma ballerino che
si butta nel panino |
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La
mummia biriccona è
proprio una cicciona |
La
mummia della
piramide si
chiama Davide |
La
mummia della
tomba suona
la tromba |
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La
mummia mummietta fa
la pizzetta |
Lo
zombi rombi Lo
zombi paperombi |
La
strega volante è
come un aliante |
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La
strega lega la
strega nera e severa |
Lo
scheletrino diventa
un
ballerino |
Lo
scheletro ossa fa
la mossa |
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Il
maialino puffino |
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Il
maialino biricchino |
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Il
maialino buffino |
Il
maialino stupidino |
Il
maialino puzzino |
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Il
maialino fanghino |
Il
maialino fiorellino |
Il
maialino mangino |
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Il
maialino parlino |
Il
maialino croccantino |
Il
maialino slaccino |
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Il
maiale che
ama la ciccia si
butta nella salciccia |
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FINALMENTE,
IL GRANDE GIORNO: L’INCONTRO |
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I
piccoli vengono a trovarci. Entrano
nelle nostre due classi, mangiano alcuni
dolcetti che noi offriamo e poi, curiosoni,
vengono guidati dalle loro maestre e da qualcuno di noi, a perlustrare questa
bella scuola che il prossimo anno li ospiterà. Sono
o un po’ disorientati, ma noi riusciamo perfino a farli sorridere. |
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